Le collisioni anelastiche con gli elettroni atomici possono essere considerate come
le principali responsabili della perdita di energia delle particelle cariche pesanti nella
materia. In queste collisioni
, viene trasferita energia dalla
particella all'atomo, causando una ionizzazione o un eccitazione di quest ultimo.
La quantità di energia trasferita in ogni singola collisione è generalmente una
frazione molto piccola dell'energia cinetica totale della particella; ad ogni modo, in un
mezzo di media densità, il numero di collisioni per unità di percorso è talmente grande
che si osserva complessivamente una grande perdita di energia persino in spessori
sottili di materiale. Un protone di 10 MeV, ad esempio, perde tutta la sua energia in
soli 0.25 mm circa di rame.
Queste collisioni atomiche sono tradizionalmente suddivise in due gruppi:
- Collisioni ''soft'' il cui risultato è solo un'eccitazione dell'atomo.
- Collisioni ''hard'' in cui l'energia trasferita è sufficiente per causare la
ionizzazione; in alcune di queste reazioni, di fatto, viene trasferita un energia
sufficiente affinché l'elettrone stesso causi una rilevante ionizzazione
secondaria. Questi elettroni di rinculo di alta energia sono a volte indicati
come raggi
o elettroni di knock-on. Questo tipo di interazioni sono quelle che devono essere cercate in radioterapia per poter causare la morte cellulare tramite generalmente danni double strand alla catena di DNA delle cellule tumorali bombardate da fasci di protoni.
Le particelle cariche pesanti sono le uniche ad avere un range nel passaggio attraverso la materia: un fascio monoenergetico di queste ultime perde energia senza subire una significativa variazione nel loro numero. Dopo aver attraversato un certo spessore detto appunto range esse vengono tutte fermate. Questa definizione tiene conto che il range è indipendente dalla densità del materiale.
Lo scattering elastico da parte dei nuclei accade frequentemente anche se non così
spesso come le collisioni elettroniche. In generale, in questo tipo di collisione, è
trasferita al mezzo una quantità molto piccola di energia, dato che la massa dei nuclei
di molti materiali è di solito grande rispetto a quella della particella incidente. Quando
le masse diventano confrontabili, ad esempio per una particella
che attraversa un materiale idrogenato, una quantità non trascurabile di energia viene persa anche
attraverso l'interazione con i nuclei. Ad ogni modo, la maggior parte dell'energia persa
è dovuta ancora alle collisioni con gli elettroni atomici.
Va sottolineato che ogni singola collisione è un processo statistico che può
avvenire, cioè, con una certa probabilità. Poiché il numero di collisioni lungo un
percorso finito è comunque grande, le fluttuazioni dell'energia totale persa sono
piccole e si può ragionevolmente considerare la perdita di energia media per unità di
lunghezza del mezzo. Questa quantità, spesso chiamata stopping power (potere
frenante) o semplicemente indicata con
fu inizialmente calcolata da Bohr usando
argomentazioni classiche e successivamente da Bethe, Bloch ed altri, usando i principi
della meccanica quantistica.
Carlo
2008-03-02