Energy transfer in collisioni Coulombiane

Una carica pesante $ ze$ e massa $ M$ collide con un elettrone in un atomo. L'elettrone è trattabile come una carica puntiforme a riposo a causa della grande velocità del proiettile, assumiamo inoltre che il trasferimento di momento $ \Delta p$ sia sufficientemente piccolo che la particella incidente non venga deflessa. Con queste ipotesi per calcolare il trasferimento d'energia fra i due sistemi dobbiamo calcolare il momento causato dal campo elettrico perpendicolare (l'unica componente che agisce sulla forza) della particella incidente nella posizione dell'elettrone 1.

La particella incidente (proiettile) ha velocità $ v$ ed energia $ E=\gamma Mc^2$ . Essa passa a distanza $ b$ (parametro d'impatto) dall'elettrone, producendo un campo elettrico in direzione perpendicolare d'intensita

$\displaystyle E\bot=\frac{ze}{(b^2+v^2t^2)^{3/2}}
$

Il trasferimento di momento nella direzione trasversale è

$\displaystyle \Delta p=\int_{-\infty}^{+\infty}eE_1(t)dt=\frac{2ze^2}{bv}\left[ \arctan (vt/b)/b\right]_{-\infty}^{+\infty}= \frac{2ze^2}{bv}
$

Notare che $ \Delta p$ è indipendente da $ \gamma$ fattore di Lorentz. L'energia trasferita all'elettrone è dunque

$\displaystyle \Delta E(b)=\frac{(\Delta p)^2}{2m}=\frac{2z^2e^4}{mv^2}\frac{1}{b^2}$ (1)

In questa trattazione notiamo che la deflessione angolare $ \vartheta$ è piccola perchè la variazione di impulso è anch'essa piccola:

$\displaystyle \vartheta \approx \frac{\Delta p}{p}
$

e coincide con lo scattering Rutherford in campo Coulombiano se sviluppiamo la

$\displaystyle 2\tan (\vartheta/2)=\frac{2zZe^2}{pvb}
$

L'energy transfer 1 dipende solo dalla carica e dalla velocità della particella incidente, non dalla sua massa e varia con l'inverso del quadrato del parametro d'urto. Questo modello di calcolo presenta tuttavia un problema di divergenza in $ b=0$ . Logicamente esiste un limite superiore all'energy transfer corrispondente alla collisione frontale, tuttavia il nostro metodo di calcolo è valido per ampi valori di $ b$ . Possiamo ottenere un limite minimo di $ b$ , detto $ b_{\min}$ tale per cui questa trattazione è valida imponendo che il trasferimento d'energia sia massimo. Dalla teoria relativistica degli urti fra particelle, supponendo il C.M. sulla particella proiettile, sappiamo che il massimo trasferimento d'energia è dato da

$\displaystyle \Delta E_{\max}=2m\gamma^2 v^2$

In corrispondenza di $ b_{\min}$ fissiamo il limite inferiore del parametro d'impatto, così da avere:

$\displaystyle \Delta E(b_min)=\Delta E_{\max}=2m\gamma^2v^2$

da cui si ottiene,

$\displaystyle b_{\min}=\frac{ze^2}{\gamma m v^2}
$

Se non avessimo fatto nessuna approssimazione oltre a $ M\gg m$ si potrebbe mostrare che nell'impatto fra particella carica ed elettrone a riposo il $ \Delta E(b)$ assume il valore:

$\displaystyle \Delta E(b)=\frac{2z^2e^4}{mv^2}\frac{1}{b^2+(ze^2/mv^2)^2}$ (2)

Formula che nel nostro caso, con il corretto valore di $ b_{\min}$ porta a:

$\displaystyle \Delta E(b)=\frac{2z^2e^4}{mv^2}\frac{1}{b^2+b_{\min}^2}$ (3)

La 3 mostra il comportamento correto per $ b\rightarrow 0$ .

Il limite inferiore per $ b$ può essere derivato in un'altra maniera. Nel modello precedente avevamo assunto che l'elettrone non si muovesse durante la collision, supponiamo che questo succeda ad una certa distanza $ d$ per cui l'elettrone è lento. La distanza $ d$ si può stimare affermando che $ \Delta p/2m$ ossia la velocità media del proiettile e il tempo di collisione dato da argomenti relativistici $ \Delta t\approx b/\gamma v$ siano legate da:

$\displaystyle d\approx \frac{\Delta p}{2m}\Delta t=\frac{ze^2}{\gamma mv^2}=b_{\min}$ (4)

Fino a quando $ b\gg d$ vale 4. Per collisioni molto distanti la 1 non va bene a causa dei legami degli elettroni atomici. Bisogna allora sviluppare un modello in cui l'elettrone venga considerato legato all'atomo. Il modo più semplice è quello di ipotizzare un legame armonico come si vedrà nel prossimo paragrafo.

Quando il tempo di collisione $ \Delta t$ diventa molto maggiore del periodo di moto orbitale dell'elettrone, esso compierà molti cicli di rivoluzione orbitale durante il passaggio del proiettile e sarà influenzato adiabaticamente dal campo elettrico senza trasferimento netto d'energia.

Lo spartiacque che divide le due situazioni si trova al parametro d'impatto $ b_{\max}$ quando $ \Delta t$ e $ T_{orb}$ sono paragonabili. Se chiamiamo la frequenza caratteristica atomica $ \omega$ , allora $ T_{orb}\propto 1/\omega$ quindi

$\displaystyle b_{\max}=\gamma v/\omega$

Per parametri d'impatto $ b>b_{\max}$ la (1) cade rapidamente a zero. Il comportamento generale di (1) è mostrato in figura 1
Figura 1: Trasferimento d'energia funzione del parametro d'impatto.
\includegraphics[width=0.40\textwidth]{/media/sda2/mcimage/entrans.eps}

Nell'intervallo $ b_{\min}<b<b_{\max}$ il trasferimento d'energia è dato approssimativamente da (1), ma per parametri d'impatto fuori da questo intervallo l'energy transfer è considerabilmente minore. Possiamo correggere questo andamento considerando che una particella veloce passando attraverso la materia vede gli elettroni a varie distanze dal suo cammino, se ci sono $ N$ atomi per unità di volume con $ Z$ elettroni per atomo, allora il numero di elettroni posti in un intervallo fra $ b$ e $ b+db$ in uno spessore $ dx$ di materiale è:

$\displaystyle dn=NZ2\pi b db dx$ (5)

Per trovare l'energia persa per unità di distanza dalla particella incidente moltiplichiamo quest'ultima espressione per (1) ed integriamo su tutti i parametri d'impatto. Troviamo

$\displaystyle \frac{dE}{dx}=2\pi NZ \int \Delta E(b)b \, db$ (6)

Approssimiamo integrando fra $ b_{\min}$ e $ b_{\max}$ . Otteniamo

$\displaystyle \frac{dE}{dx}\approx 4\pi NZ \frac{z^2e^4}{mv^2}\int_{b_{\min}}^{b_{\max}}\frac{1}{b^2}b\, db$ (7)

quindi troviamo la formula corretta per l'energy transfer (stopping power) nel caso di urti coulombiani

$\displaystyle \frac{dE}{dx}\approx 4\pi NZ \frac{z^2e^4}{mv^2}\log \left( \frac{b_{\max}}{b_{\min}}\right)$ (8)

dove $ b_{\max}=\gamma v / \omega$ e $ \omega$ è la frequenza caratteristica dell'atomo bersaglio. Chiamiamo con $ B_{class}$ il rapporto presente nel logaritmo:

$\displaystyle B_{class}=\frac{b_{\max}}{b_{\min}}=\frac{\gamma^2mv^3}{ze^2\omega}$ (9)

Questa formula classica approssimata esprime tutte le caratteristiche della formula per l'energy transfer calcolata da Bohr nel caso di collisioni con cariche legate armonicamente che trattiamo nel prossimo paragrafo.

Carlo 2008-03-02