La formula (1) può essere utilizzata per calcolare lo stopping power per particelle pesanti passanti nella materia. Supponiamo che ci siano
atomi per unità di volume con
elettroni per atomo. Gli
elettroni possono essere divisi in gruppi con
elettroni alla frequenza di legame
. Il numero
è detto ''forza dell'oscillatore'' dell'i-esimo oscillatore, ovviamente
. Estendendo quanto visto alla (8) giungiamo a:
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(19) |
Questo calcolo porta alla formula finale classica per la perdita energetica
![$\displaystyle \frac{dE}{dx}=4\pi NZ \frac{z^2e^4}{mv^2}\left[ \log{B_c}-\frac{v^2}{2c^2} \right]$](img77.png) |
(20) |
dove l'argomento del logaritmo
vale
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(21) |
si distingue dal più semplice (9) per la costante
e il
trattandosi di una collezione di oscillatori.
La frequenza media
che compare nelle formule precedenti è una media geometrica definita da
Questo è esattamente il risultato trovato da Bohr nel suo classico lavoro sulla perdita d'energia.La correzione
è presente a velocità relativistiche.
La formula di Bohr (20) da una buona descrizione dei fenomeni di perdita energetica per particelle alfa lente e nuclei pesanti ma per i protoni fornisce una sovrastima dell'energy lost. Quest'ultimo fatto è dovuto alla dimensione considerevolemente minore di protoni ed elettroni che chiama in causa un trattamento quantomeccanico.
Il problema della natura discreta del trasferimento d'energia può essere illustrato calcolando l'energy transfer classico a
. Assumendo una sola frequenza di legame
per semplicità, troviamo:
 |
(22) |
dove
è la velocità orbitale di un elettrone nello stato ground dell'idrogeno. Dal momento che
è dell'ordine del potenziale di ionizzazione atomico allora per particelle veloci (
) il trasferimento d'energia classico è piccolo confrontato con il potenziale di ionizzazione. Sappiamo tuttavia che l'energia è scambiata in pacchetti definiti, quindi (22) funziona correttamente solo se il trasferimento d'energia è grande rispetto alle energie di eccitazione atomiche. Questo è vero quando si fa una media statistica.
Un'altra correzione quantomeccanica da fare al modello è l'incertezza nell'orbita dell'elettrone bersaglio fornita dal principio di indeterminazione, infatti
quindi il minimo parametro d'impatto (per particelle pesanti2) risulta
Il rapporto fra minimo parametro d'impatto classico e quantistico,
è quindi
Possiamo concludere quindi che in situazioni in cui
deve essere usata la formula di Bohr, questo succede per particelle lente altamente cariche, dello stesso ordine di grandezza dei dati sperimentali. Nelle situazioni con
il parametro minimo d'impatto quantistico è maggiore di quello classico quindi la quantità
definita precedentemente diventa
L'equazione (20) corretta con un
nel logaritmo è una buona approssimazione del risultato teorico di Bethe (1930):
![$\displaystyle \frac{dE^{(q)}}{dx}=4\pi NZ \frac{z^2e^4}{mv^2}\left[ \log \left(...
...c{2\gamma^2 mv^2}{\hbar \left< \omega \right >}\right) -\frac{v^2}{c^2} \right]$](img98.png) |
(23) |
Il comportamento generale di (23) (invertita di segno) è mostrato in figura 2:
Figura 2:
Perdita energetica media in una camera a bolle. Notiamo che la curva presenta un minimo che è circa lo stesso per tutte le
particelle della stessa carica.
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![\includegraphics[width=1.00\textwidth]{/media/sda2/mcimage/potfren.eps}](img99.png) |
Osserviamo che (23) dipende dalla carica della particella incidente
per l'interazione Coulombiana, per
crescente decresce come
raggiungendo un minimo per
e poi risale in quanto
domina (risalita
relativistica), inoltre dipende dal potenziale di ionizzazione medio del materiale, rappresentato da
dove per elementi con
si ha approssimativamente
.
Carlo
2008-03-02