Il paradosso di Gibbs

Consideriamo due gas ideale di $ N_1$ e $ N_2$ particelle ognuno, tenuti in due volumi separati alla stessa temperatura e stessa densità. Vogliamo calcolare la variazione di entropia dei gas se vengono mescolati andando ad occupare un volume $ V=V_1+V_2$ . La temperatura rimarrà invariata. Poichè

$\displaystyle S=k_B \log(V (\frac{3}{2}k_BT)^{3/2})+NS_0$

troviamo che la variazione di entropia risulta da:

$\displaystyle \frac{\Delta S}{k_B} =N_1 \log(\frac{V}{V_1})+ N_2 \log (\frac{V}{V_2})>0$

che sta a rappresentare l'entropia di mescolamento. Questo risultato disastroso mostra che l'entropia dipende dalla storia precedente del gas e non può essere una funzione dello stato termodinamico.

In termini più diretti, il paradosso di Gibbs afferma che:

$\displaystyle S(2N,2V,2E) \neq 2S(N,V,E)$

andando a confutare quanto precedentemente dimostrato riguardo all'addittività dell'entropia. Gibbs risolve questo paradosso postulando che è stato fatto un errore nel calcolo di $ \Sigma (E)$ , numero di stati del gas con energia minore di $ E$ . Gibbs assume che la risposta corretta sia $ N!$ volte minore di quanto pensavamo, ossia:

$\displaystyle \Sigma(E) =\frac{1}{N! h^{3N}}\int_{H<E}{d^{3N}q \,d^{3N}p}$

''$ N!$ '' sta a rappresentare i tipi di configurazione che danno luogo allo stesso stato microscopico e che non devono essere riconteggiati. Questo risultato mette in luce la difficoltà della fisica classica risolvibile mediante l'indistinguibilità quantistica. Questa nuova formula per $ \Sigma (E)$ non influenza le quantità termodinamiche già calcolate, ad esempio fornisce per l'entropia:

$\displaystyle S=Nk_B \log\left(\frac{V}{N}\left( \frac{E}{N}\right)^{3/2}\right)+(\ldots)$

Carlo 2008-03-02