Il sistema in considerazione nella teoria cinetica è un gas diluito di N molecole in un volume V. Le condizioni di temperatura sono tali che la lunghezza d'onda di De Broglie è molto minore della distanza media fra particelle, ossia il gas è classico e non presenta comportamenti quantistici:
La descrizione classica è valida finchè questa lunghezza d'onda è minore in genere di
.
Non siamo interessati al moto di ogni singola particella (il gas tipicamente ne contiene un numero di
) ma piuttosto ad una funzione di distribuzione
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(1.1) |
tale per cui
è il numero di molecole che all'istante
hanno una posizione nel volumetto
e una velocità compresa nel volumetto
dello spazio delle velocità. Una volta suddiviso lo spazio delle fasi in cellette di volume
questa celletta deve essere abbastanza grande da considerare un numero di particelle sufficientemente elevato
ma sufficientemente piccola per una descrizione microscopica del mondo macroscopico. Se il volume è scelto sufficientemente grande per considerare un numero di circa
particelle e la densità non varia troppo in questo volume allora si possono approssimare le somme con degli integrali nello spazio delle fasi:
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(1.2) |
Avendo definito la funzione di distribuzione possiamo, attraverso la condizione di normalizzazione, specificarne le caratteristiche, in particolare per N abbastanza grande:
inoltre è definibile una densità spaziale
attraverso la funzione di distribuzione:
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(1.3) |
che in condizioni di uniformità del sistema vale esattamente
. Parallelamente a questa definizione di densità spaziale ne esiste una analoga nello spazio delle velocità
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(1.4) |
L'obiettivo della teoria cinetica è trovare un'equazione del moto per la funzione di distribuzione
per una data forma del potenziale di interazione fra le particelle. La forma della funzione di distribuzione per
sarà la forma della funzione all'equilibrio termodinamico.
Per poter ricavare questa equazione del moto supponiamo che non vi siano interazioni fra le molecole del gas ossia che la sezione d'urto
sia nulla:
. In questo caso di interazioni nulle fra molecole, ogni particella rappresenta un sistema chiuso e la funzione di distribuzione delle molecole obbedisce al teorema di Liouville per cui
. La derivata totale consiste qui in una differenziazione lungo una linea nello spazio delle fasi, determinata dalle equazioni del moto. Il teorema di Liouville si applica a funzioni di distribuzione definite nello spazio delle fasi, ad esempio di due variabili canonicamente coniugate come posizione e momento, questo però non impedisce di esprimere
sotto forma di altre variabili.
Supponendo l'esistenza di una forza esterna
che agisce sul sistema, una particella che al tempo
abbia coordinate
nello spazio delle fasi, dopo un tempo
si ritroverà con coordinate
. Poichè al tempo
il numero di particelle nel volumetto sarà
indicato da
, all'istante
sarà
indicato da
. In breve, in assenza di collisioni si potrà scrivere:
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(1.5) |
che si riduce a:
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(1.6) |
perchè i due volumetti sono equivalenti:
se la forza esterna è dipende solo dalla posizione ossia è conservativa. La funzione di distribuzione deve evolvere nel tempo mantenendo sempre intatta l'identità 1.6.
Figura 1.1:
Evoluzione temporale del volumetto nello spazio delle fasi
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Se sviluppiamo al primo ordine 1.6, otteniamo il primo membro dell'equazione di Boltzmann:
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(1.7) |
Semplificando e raccogliendo ottengo il termine sinistro dell'equazione di Boltzmann:
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(1.8) |
Quando sono presenti collisioni, ossia la sezione d'urto
allora lo zero sarà sostituito da un termine detto collisionale ed in particolare la dimensione dei volumetti nello spazio delle fasi non sarà conservata.
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(1.9) |
Finchè il termine collisionale non è esplicitato, la soluzione dell'equazione non può essere ricavata, tuttavia anche specificando questo termine sono necessarie approssimazioni per una sua soluzione.
Questa è la forma esplicita dell'equazione di Boltzmann che tiene conto della collisioni:
EQUAZIONE DI TRASPORTO DI BOLTZMANN
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(1.10) |
dove
e
sono i gradienti fatti rispetto alle coordinate di posizione e velocità. Il termine collisionale può essere interpretato come una differenza fra termine di guadagno e di perdita nel volumetto dello spazio delle fasi:
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(1.11) |
E' possibile dare un'interpretazione fisica di
e
, infatti:
-
è il numero di collisioni in
in cui una molecola allo stato iniziale è in
.
-
è il numero di collisioni in
in cui una molecola è allo stato finale in
.
Carlo
2008-03-02