La Tomografia per Emissione di Positroni (PET) si è sviluppata inizialmente
come strumento di ricerca, dapprima prevalentemente in ambito cardiologico e neurologico. Particolarmente nell'ultima decade è stato
riconosciuto il potenziale clinico di questa metodica, che ha raggiunto la sua piena espressione in ambito oncologico [1]. Il numero di pubblicazioni
scientifiche attestanti l'accuratezza clinica della PET con il tracciante [Fluoro-18]-fluoro-2-desossi-D-glucosio ([ FDG) nella diagnosi, caratterizzazione biologica, stadiazione, valutazione della risposta al trattamento e nella stratificazione prognostica del paziente con patologia neoplastica è in continua crescita. L'uso della PET con FDG è oggi approvato, anche in nazioni con legislazione rigorosa in ambito sanitario, per la valutazione metabolico-funzionale delle malattie proliferative del polmone, della mammella, del colon-retto, come pure per il corretto inquadramento diagnostico e prognostico dei pazienti con linfoma e melanoma, mentre risultati incoraggianti sono stati ottenuti nei tumori del testacollo, dell'ovaio e del sistema muscolo-scheletrico. Sebbene circa il 90% delle indagini oncologiche PET siano realizzate utilizzando il tracciante FDG, la ricerca radiofarmaceutica è in continuo sviluppo e propone nuovi e più specifici traccianti, la cui efficacia è oggetto di studi in corso su scala crescente.
Esiste un'ampia letteratura che ha dimostrato come la PET con FDG F-18 sia in grado di migliorare la stadiazione di molte forme neoplastiche rispetto
alla diagnostica per immagini convenzionale ed in particolare alla TC in fase di pre-trattamento e di fornire dati aggiuntivi nella valutazione dell'efficacia della terapia e nella dimostrazione di ripresa di malattia nella fase di follow-up1. La PET ha dimostrato una maggior accuratezza diagnostica soprattutto nel rilevare un interessamento linfonodale e la presenza di metastasi a distanza, comportando modificazioni del management dei pazienti in oltre il 30% dei casi.
L'introduzione dei tomografi PET-TC ha consentito di acquisire accanto alle immagini emissive anche immagini trasmissive, permettendo sia di
ridurre il tempo complessivo di effettuazione dell'indagine, sia di ottenere in tempi molto rapidi ottimali immagini di fusione, che rendono più precisa e rapida la localizzazione anatomica delle lesioni.
La PET-TC si propone quindi come la metodica più avanzata di imaging metabolico e permette di migliorare la localizzazione e la corretta interpretazione delle lesioni con riduzione dei falsi positivi e dei falsi negativi e conseguente aumento dell'accuratezza diagnostica.
Carlo
2008-03-02