I cristalli rivelatori

Il progressivo incremento delle indicazioni cliniche alle indagini PET in oncologia ha determinato un crescente interesse da parte delle industrie nel ricercare innovazioni tecnologiche che consentissero di ridurre i tempi di acquisizione delle immagini emissive e trasmissive. A tale scopo sono stati realizzati ed impiegati nuovi cristalli rivelatori, quali l'ossiortosilicato di lutezio (LSO) e l'ossiortosilicato di gadolinio (GSO), che presentano una efficienza più elevata rispetto al germanato di bismuto (BGO). È stato anche proposto di effettuare l'acquisizione delle immagini emissive in 3D, con significativa riduzione dei tempi rispetto all'acquisizione in 2D. Per ovviare agli aspetti negativi della acquisizione in 3D rappresentati dal notevole aumento dello scattering, si è provveduto a ridurre la componente di scatter e random già a livello di acquisizione e quindi a garantire una buona qualità delle immagini grazie anche a sofisticati ma rapidi programmi elaborativi.

Un'area di intenso sviluppo si è rivelata quella dei cristalli scintillatori. In tabella 1 sono riassunte alcune delle principali caratteristiche tecniche degli scintillatori utilizzati nei sistemi PET (NaI(Tl), BGO, BaF2, GSO, LSO).

Il confronto delle caratteristiche dei cristalli scintillatori in tabella, mostra come lo scintillatore ideale in PET dovrebbe avere la densità del BGO e l'efficienza di scintillazione dello NaI(Tl) e come i più nuovi cristalli GSO e LSO siano promettenti per applicazioni PET.

Tabella: Caratteristiche di cristalli scintillatori usati in PET
  NaI(Tl) BGO LSO GSO  
Densità $ g/cm^3$ 3.67 7.1 7.4 6.71  
Eff. scint.% 100 15 75 30  
Cost.decad. ns 230 300 40 60  
Igroscopico Si No No no  


Carlo 2008-03-02